L’occasione per testare la prima Maserati Gasolio (dopo 100 anni di soli motori a benzina), mi si è presentata in occasione della trasferta presso il Salone dell’Automobile di Ginevra.

Premetto che mi sono messo al volante della “piccola” del Tridente non per avere un feedback sulle potenzialità da auto sportiva che spesso le riviste del settore acclamano, ma per testarne il comportamento che credo sia più consono attribuirle, quello da auto di tutti i giorni. Partendo dalla mia città, Brescia, m’impongo di capirne pregi e difetti percorrendo i circa 400 km che mi separano dalla meta Svizzera.

 

Già dai primi chilometri percorsi, non resto deluso da ciò che ovviamente mi aspetterei di trovare su una moderna Maserati: coccolato dalla rilassante seduta dei sedili rivestiti in pelle e isolato da resto del mondo grazie all’ottima insonorizzazione offerta dai vetri doppi e dal lavoro fatto per circoscrivere il borbottio del tremila turbodiesel da sei cilindri e 275 cv, mi adagio compiaciuto e fiero di essere seduto su un degno prodotto creato dal Made in Italy.

Il bambino che è in me si diverte a punzecchiare inebetito il pedale dell’acceleratore per tenere la lancetta del contagiri in zona 2000rpm, punto nel quale è chiaro e piacevolmente udibile il sound emesso dagli attuatori posti nei quattro scarichi posteriori, che per pochi secondi in quella zona del contagiri, simulano il rombo di un otto cilindri benzina. Per i più nostalgici, è sufficiente preme il bottone sport sul tunnel centrale e il dispositivo acustico rimarrà sempre attivo per garantire una colonna sonora di tutto rispetto.

La pioggia e in alcuni momenti anche leggere nevicate, mi hanno accompagnato per tutta la durata della trasferta, eppure mai, in nessuna occasione mi sono sentito a rischio (sto comunque guidando una trazione posteriore da 600nm di coppia). Questo grazie all’ottimo lavoro svolto dalle sospensioni e dall’assetto, dall’eccellente telaio e dal motore che equipaggia la mia Ghibli, sempre fluido, progressivo e pronto a rispondere con immediatezza e forza ad ogni mia pressione sull’acceleratore (il cambio ZF a otto rapporti non mi fa rimpiangere l’assenza di un più evoluto doppia-frizione). Si viaggia a velocità autostradali in silenzio, immersi nel comfort, in sicurezza e con consumi che nella mia prova si sono attestati sui 6,0 l per 100 km. Non male direi.

Qualche parola sugli interni e sulle finiture? Le linee pulite del design interno e la discreta qualità generale dei materiali che soddisferanno i sensi dei clienti meno pignoli, si contrappongono purtroppo ad un sistema d’infoteinment con schermo touch, funzionalmente completo ed efficiente ma con un’interfaccia che mi ricorda l’anacronistica grafica dei vecchi navigatori Garmin del passato (inoltre, lo sfondo blu credo sia totalmente fuori luogo).

Piccola pecca presente nell’abitacolo è rappresentata dall’impianto di climatizzazione: ottimo il funzionamento ma la sua posizione (troppo bassa) e la difficoltà nel distinguere le spie accese da quelle spente, mi costringono spesso a distogliere lo sguardo dalla strada per regolarne il funzionamento, gestibile anche dal display della navigazione. Oltre a questo, devo dire che la sensibilità dei comandi del cruise control non sempre è riuscita a soddisfare i miei frequenti on/off del dispositivo che spesso utilizzo nei percorsi autostradali. Potrei dilungarmi in noiose opinioni sulle performance non convincenti dell’impianto audio di serie o nella non sempre facile selezione del comando di marcia sul pomello del cambio, ma sono dettagli che sicuramente saranno dimenticati dopo un periodo duraturo di normale utilizzo che aimè non potrò effettuare.

 

 

La trasferta svizzera e gli 800 umidi chilometri percorsi in una giornata scorrono morbidi sotto di me, e ancora una volta sono fiero di poter pensare ai prodotti automobilistici italiani come un qualcosa sui Generis, come un qualcosa che nel mondo ci contraddistingue per la forte personalità e per l’unicità del nostro carattere, carattere che la linea e il comportamento stradale di questa Maserati Ghibli rappresentano appieno.

Keep on driving!