Sono passati quarant’anni dalla prima edizione del Motor Show di Bologna, datata 1976. Da allora, per trent’otto anni (le edizioni del 2015 e del 2013 furono annullate per mancanza di espositori), l’esposizione internazionale tutta italiana dedicata al mondo dell’automobile ha appassionato e scaldato i cuori di migliaia di visitatori.

Guardando le statistiche su Wikipedia però, resto incredulo vedendo la presenza al salone da parte di 389 espositori nel 2007 (ed un afflusso di 1123000 visitatori), con un declino graduale fino a diciannove espositori nel 2014 ed un afflusso totale di 300000 visitatori.

Come mia consuetudine, ho presentato la richiesta per avere un pass per il giorno stampa e “addetti ai lavori” circa trenta giorni fa. Dopo una decina di mail e un mese d’attesa, mi sono arrivati ben due pass. Raggiungo il centro fiere di Bologna in circa due ore d’auto, e dopo aver parcheggiato (spendendo dieci euro per il tesserino giornaliero) mi reco presso l’ufficio nel quale mi vengono consegnati i badge per l’entrata autorizzata.

Il salone si presenta con un’immagine comunque di tutto rispetto: la struttura, non troppo giovane, accoglie dignitosamente e con un buon livello di ordine e pulizia le varie case automobilistiche. Dopo aver letto la lista ufficiale completa degli espositori, per me arriva qualche delusione: grandi assenze come Audi, Bmw, Porsche e Ferrari non possono che lasciare un po’ di amarezza. Fortunatamente Pagani, Lamborghini, McLaren e Bentley tengono alto il livello tecnico e d’immagine.

Lo staff, composto principalmente da giovani, compensa egregiamente questo vuoto, rendendosi sempre disponibile, preparato e cordiale verso tutti i visitatori. Fra blindati, mezzi anti bomba, un cacciabombardiere e altri veicoli usati delle forze dell’ordine, è stato davvero produttivo riuscire a parlare di meccanica con chi si occupa di questa specialità nella zona dedicata alle forze dell’ordine.

Forse non saranno minimamente raggiungibili i numeri, le novità e l’afflusso degli anni novanta o dei primi anni duemila a questa manifestazione, non si potrà pensare di competere con i più spettacolari saloni europei come Ginevra o Francoforte, ma sicuramente il MotorShow resta una tappa d’obbligo per tutti gli appassionati di motori e meccanica. È necessario andarci, per dare credibilità all’evento, per dire “sì, ci siamo anche noi” all’Europa o anche semplicemente per un’indole patriottica verso il nostro paese.

 

Ah, lasciatemelo dire: non avremo sicuramente il salone migliore d’Europa, ma senza dubbio abbiamo le ragazze immagine più belle di qualsiasi altro salone al mondo!

 

Viva il made in Italy!

 

Keep on Driving!