Ho sempre pensato che i novantenni motorizzati Fiat Panda 4×4, immersi nel traffico di un Lunedì mattina in città o semplicemente ignari autori di rallentamenti sulle tangenziali extraurbane all’orario del rientro dal lavoro serale, meritino più rispetto e meno colpi di clacson di quanto ognuno di noi possa manifestare.

Da oggi lo credo ancora di più. Sì, perché gli ultimi corsi di guida ai quali ho avuto modo di partecipare mi hanno, da un certo punto di vista, fatto sentire un po’ uno di loro.

Prima il corso all’Autodromo Nazionale di Monza firmato BMW Driving Experience, poi la giornata passata insieme ai ragazzi del WM Drift Team all’Autodromo di Franciacorta.

Il primo appuntamento, calato nell’emozionante cornice di uno fra i più antichi e veloci tracciati al mondo ed accompagnato dall’ottima organizzazione alla quale ci ha abituato la Bmw ai suoi eventi, è stato dedicato allo sviluppo delle tecniche di guida necessarie per affrontare situazioni d’emergenza che normalmente possiamo trovare sulle strade di tutti i giorni (riprodotte in questo caso in condizione di assoluta sicurezza). Dopo il briefing iniziale teorico, ci sono state mostrate le quattro zone di lavoro:

–          evitamento ostacolo e frenata d’emergenza;

–          gestione del sovrasterzo e del sottosterzo di potenza;

–          traiettoria ideale in curva e individuazione dei punti di corda in pista;

–          modulazione della frenata, controllo dello sterzo e del gas su tutto il circuito.

A bordo dei più prestazionali modelli della gamma Bmw, non è stato difficile trovare spunti pratici in ogni curva e a ogni frenata, mostrando e correggendo gli errori che normalmente si compiono alla guida, partendo proprio dalla configurazione della posizione del sedile per passare poi all’impugnatura del volante ed alla direzionalità dello sguardo. La totale supervisione di piloti professionisti è stata indispensabile sia per analizzare nozioni pratiche derivate dalla loro esperienza di guida, sia per instaurare un utile confronto fra le manovre fatte in strada e le metodiche totalmente differenti che caratterizzano la guida in circuito.

Situazione e stile di guida diametralmente opposti invece per quanto riguarda il corso di Drift.

Materiale e gestualità necessarie: icone storiche come la Nissan 200sx (possibilmente con differenziale posteriore bloccato), modulazione del pedale del gas, frizione premuta, uno strattone deciso al freno a mano idraulico e via che sono obbligato a lasciar scorrere il volante fra le mani! Sì, perché altrimenti rischio pure di essere rimproverato dall’istruttore accanto: sentirsi dire “quel volante lo devi mollare!” piuttosto che “togli quelle mani!”, non rientra proprio fra le abitudini che negli anni ho reso automatiche una volta seduto al posto di guida. Sottosterzo non di potenza ma innescato dall’utilizzo del freno a mano, controllo del gas in uscita dalla curva e sono pronto a far scivolare l’auto fra i birilli. Il tutto accompagnato dalle risate e dall’enorme pazienza che evidentemente è stata donata dalla natura ai piloti professionisti che ci hanno assistito col sorriso per tutta la giornata. Pazienza sì, perché utilizzo da sempre le automobili tenendo saldamente il volante (voi no?), non mi risulta semplice riuscire a muovere con serenità il corpo macchina solo con gas e freno a mano!

Indubbiamente esperienza unica e costruttiva, che mi ha permesso di mettere in luce un nuovo approccio alla guida, totalmente differente da quella tradizionale e radicalmente opposto alla classica guida in pista.

Spesso mi è stato chiesto se è possibile diventare piloti frequentando i corsi di guida. Mi piace rispondere dicendo che la genetica e la predisposizione del soggetto determinano solo il 5% di quello che poi sarà il pilota del domani, mentre il restante 95% è composto da tanta esperienza, apprendimento delle tecniche di guida ed ore passate al volante della propria vettura. Con i soli corsi di certo non si potrà pensare di competere nel mondiale WRC o nella Formula 1, ma di certo si potrà provare a rendere più giovane e reattivo il novantenne, impacciato e talvolta impreparato, che spesso si cela dentro di noi quando ci sediamo al posto di guida!

Keep on Driving!