Kia Stinger GT, una settimana insieme, il tempo necessario per percorrere più di 3000 chilometri in cinquanta ore di viaggio. La Kia ci ha promesso una Gran Turismo vera, per questo verificheremo insieme se la premium coreana ha le qualità di comfort e dinamicità necessarie per insidiare la leadership tedesca nel segmento.

L’estetica

I designer hanno lavorato per cercare d’integrare le numerose soluzioni estetiche presenti sulla vettura (al fine d’ottimizzare il coefficiente di penetrazione aerodinamica) con delle linee che potessero appagare l’occhio della clientela, soprattutto quella europea. Il risultato è eccellente: 483 centimetri di lunghezza, 187 di larghezza, 160 d’altezza, 1910 chilogrammi di peso e un’impronta a terra da vera ammiraglia.

Le linee sono morbide, le forme allungate dell’ampio cofano anteriore confluiscono verso una coda corta e dal taglio netto, l’inclinazione particolarmente accentuata del lunotto rende l’insieme gradevole e perfeziona lo scorrere del flusso aerodinamico, che viene ulteriormente ottimizzato dalla presenza delle prese d’aria per la gestione delle turbolenze che interessano le ruote anteriori e dal piccolo spoiler posto in posizione di coda.

Tradotto in termini pratici? Una linea generale a mio avviso davvero riuscita ed un’ottima gestione delle caratteristiche aerodinamiche al fine di portare l’esperienza di guida a un livello di sportività prima d’ora mai ricercato su una Kia.

 

Gli interni

La qualità dell’abitacolo è sempre indice di valutazione sulle vetture moderne, soprattutto in tempi recenti dove gli elevati costi di realizzazione dei veicoli spesso spingono i produttori a utilizzare materiali più economici per la fabbricazione e l’assemblaggio degli elementi interni. Non è il caso della Kia Stinger.

Assemblaggi di pregio, plastiche morbide al tatto, pelle di buona fattura, il tutto adattato a un design semplice ma sicuramente ben riuscito. Sulla console centrale trovano posto il display touch da otto pollici, i comandi dedicati alla radio ed alla climatizzazione, il pomello (piatto) del cambio automatico e il selettore per le varie modalità di guida.

Come di consueto, alcune funzionalità dispongono di un tasto di richiamo rapido posto sul volante (come i comandi della radio e della navigazione), insieme ai tasti dedicati alla gestione dei sistemi di sicurezza e del cruise control. Tachimetro e contagiri sono di tipo analogico. Un piccolo display posizionato di fronte al guidatore ci aggiorna costantemente sulle indicazioni della navigazione e sui dati di viaggio.

Elevato il livello del comfort di marcia soprattutto per gli occupanti dei posti anteriori: grazie alle dimensioni generose del corpo macchina e grazie ai sedili regolabili elettricamente in altezza, anche i più alti non avranno nessun problema d’abitabilità. Discorso differente per chi si siede sul divano posteriore, penalizzato dall’inclinazione del lunotto, che se da un lato facilita le operazioni di carico e scarico del bagagliaio, dall’altro limita la visibilità nelle manovre di retromarcia (sensori di parcheggio e retrocamera sono di serie fortunatamente) e la comodità sull’asse verticale degli occupanti di statura più elevata.

 

 La tecnologia a bordo

In un mercato dove la richiesta di dispositivi tecnologici che possano assistere alla guida ordinaria è in continua crescita (anche su vetture di medio segmento), è indispensabile che la dotazione tech sia presente al completo a bordo di una berlina di questa fascia di prezzo.

Molteplici i dispositivi di sicurezza: il radar frontale si occupa della gestione del cruise control adattivo (una volta attivato, mantiene la distanza dalla vettura che ci precede e adatta la nostra velocità di conseguenza), del sistema anticollisione (l’auto frena automaticamente in caso di presenza sulla carreggiata di un ostacolo) che insieme ad altri sensori lavora per mantenere la vettura entro le linee che delimitano la nostra carreggiata (line-assist). Tutti i dati di viaggio sono proiettati sul parabrezza anteriore in modo chiaro e leggibile (head-up display), per evitare che il conducente si distragga osservando la console centrale della navigazione durante la guida. I proiettori con tecnologia a led ed i tergicristalli anteriori dispongono del sensore per l’accensione automatica.

Premium la qualità costruttiva dei sedili, offerti di serie con regolazione elettrica, riscaldamento e ventilazione (quest’ultima davvero un “must have” nella stagione estiva). La distribuzione e la conformazione dell’imbottitura al loro interno sono ottimali per affrontare ogni tipo di viaggio in totale comodità, dote fondamentale per una Gran Turismo di questa categoria.

Posto nella parte superiore della plancia, lo schermo touch da otto pollici ci consente di gestire tutti i settaggi e le modalità di utilizzo del sistema dell’infotainment: la sensibilità al tocco dello schermo è buona, il software è semplice e intuitivo, la velocità d’esecuzione dei comandi è eccellente come anche lo sono la risoluzione dei caratteri e la saturazione dei colori, inoltre la capacità di lettura delle informazioni non viene penalizzata durante l’esposizione alla luce diretta.

Il navigatore si presenta con l’interfaccia grafica Garmin e si è dimostrato sempre chiaro e preciso nelle indicazioni stradali, soprattutto in prossimità delle rotatorie e degli svincoli autostradali. Apple CarPlay e Android sono di serie.

 

La guida su strada

Due le informazioni in mio possesso che mi aiutano a capire come la Stinger GT possa comportarsi prima ancora di mettermi al volante: il responsabile del progetto, Albert Biermann, colui che si è occupato dello sviluppo delle BMW M negli ultimi trent’anni (ora a capo della progettazione delle sportive Kia-Hyundai) e la location dove sono stati effettuati i test della berlina coreana, niente di meno che il circuito del Nurburgring, ormai riferimento mondiale per qualsiasi brand intenzionato ad affinare le caratteristiche delle proprie sportive.

Una cosa su tutte mi ha lasciato sbalordito: il motore. Grazie all’eccezionale spinta offerta dalle due turbine che iniziano a soffiare poco oltre i mille giri, posso usufruire di quasi tutti i 510 Nm di coppia disponibili già a questa range di rotazione del motore. La fluidità del sei cilindri benzina, privo di vibrazioni, accoppiato al vigore ed alla rotondità della progressione offerta dalla cubatura generosa del propulsore (3.3 litri) portano il picco di potenza massimo a quota 370 cavalli, utili per farmi dimenticare che sono alla guida di una berlina lunga poco meno di cinque metri e pesante quasi due tonnellate. La potenza frenante è assicurata, a patto di premere con decisione il pedale del freno, da un impianto Brembo con pinze anteriori a quattro mordenti (su dischi da 350 mm) e pinze posteriori a due mordenti (su dischi da 340 mm).

Qualche volta impreciso nelle scalate, il cambio a otto rapporti con convertitore di coppia progettato e costruito direttamente dalla Kia, si è dimostrato un efficace compagno di viaggio grazie alla sua silenziosità ed alla sua “intelligenza”, dote fondamentale quando si tratta di inserire la marcia giusta nel contesto più adeguato. Il selettore di guida nella parte bassa del tunnel centrale mi permette di scegliere una delle cinque modalità di settaggio della vettura: dall’Eco mood fino alla Sport+, è facilmente avvertibile una marcata trasformazione della riposta del comando del gas, dello sterzo e delle reattività di cambio e propulsore.

Tenuta di strada assicurata dalla trazione integrale, che garantisce un ottimo grip degli pneumatici anche in condizioni di asfalto scivoloso o irregolare. La ridotta altezza da terra, complice delle numerose accortezze aerodinamiche rivolte a ottimizzare il coefficiente di penetrazione della vettura, assicura stabilità e compostezza del corpo macchina anche a velocità elevate. Comfort e sportività riescono così a convivere pacificamente a bordo della Kia Stinger, senza dover trovare per forza compromessi e senza far sì che l’uno prevalga sull’altro.

 

Le prestazioni ed i consumi

La casa coreana dichiara una velocità massima di 270 km\h e uno scatto da 0 a 100 km\h coperto in 4,8 secondi (con launch control).

I consumi da me rilevati in una settimana d’utilizzo su percorsi misti di qualsiasi tipo (a velocità da codice stradale), si sono attestati su un valore di 13,7 km\litro che considerato il peso e gli ingombri della vettura, insieme all’utilizzo del cambio automatico e della trazione integrale, risultano un ottimo valore di percorrenza.

 

Il mio verdetto

Un marketing dalle strategie eccellenti ha supportato il lancio sul mercato di questa berlina da segmento Premium, progettata e costruita interamente dal gruppo Kia-Hyundai. Offerta come alternativa ai prodotti tedeschi, si posiziona nei listini a quota 55.000 euro, con una differenza di prezzo dell’ordine di 5-10 mila euro in meno rispetto alla concorrenza (compresi nel prezzo sette anni di garanzia o 150000 chilometri).

Le elevate doti di comodità e qualità costruttiva includono di diritto la Stinger GT nella fascia di mercato delle berline di segmento superiore, questo grazie alla dotazione tecnologica completa e grazie al suo comportamento dinamico eccellente. Consigliata a tutti quelli che vogliono viaggiare immersi nel comfort e nella silenziosità, senza però rinunciare alla potenza “on demand” di questo emozionante propulsore. È disponibile anche la motorizzazione a gasolio, dotata di un 2.2 litri 4 cilindri da 200cv con trazione posteriore, indubbiamente più adeguato al mercato italiano.

Due i motivi che hanno spinto la Kia a costruire una vettura di questo tipo: il primo, mostrare al mercato internazionale quanto il marchio coreano sia in grado di realizzare modelli di pregio e d’interesse. Il secondo, aprire la strada ad una nuova serie di modelli, dotati in futuro delle medesime qualità costruttive e dinamiche di questa Stinger GT.

E se questo è il futuro, io sono qui ad aspettarlo!

NB. Per maggiori dettagli consiglio la visione del video che trovate in alto. Clicca QUI per vedere altre video prove su strada.

Thanks to: Kia Australia

Keep on driving my friends!