L’estetica

Correva l’anno 2001. Nella leggendaria pellicola “Fast and Furious”, Paul Walker sfrecciava per le vie di Los Angeles a bordo di una Toyota Supra A80 di color arancione. Era l’origine di un mito. Un mito destinato in breve tempo a far esplodere nel mondo la passione verso l’elaborazione delle vetture giapponesi, di cui la Supra mk4 fu l’iconica capostipite.

Diciotto anni dopo quel film Toyota svela al mondo la sua nuova creazione, destinata a far parlare gli appassionati di tutto il mondo: la Supra A90 2019, ispirata sia nella linea, sia nell’idea, alla stessa vettura che rese celebre il concetto di GT nipponica dannatamente veloce degli anni 2000.

Qualità necessarie per una sportiva a motore anteriore centrale? Un’ottima distribuzione dei pesi tra l’anteriore e il posteriore, un baricentro possibilmente vicino al suolo ed un buon valore di rigidità torsionale. Il tutto racchiuso in un body compatto e filante, dalla chiara ispirazione stilistica a quella che fu la sua progenitrice.

 

Gli interni

Dopo essermi calato nell’abitacolo, ho apprezzato fin da subito la posizione di guida, fattore fondamentale per godere al massimo dei vantaggi offerti da una GT sportiva. Davanti a me un semplice display digitale dalla chiara ispirazione a una gloriosa cugina di famiglia (Lexus LFA!), un secondo display posto al centro del cruscotto ed uno sviluppo della linea interna tipicamente orientale.

Confortevole la seduta che, grazie al supporto offerto dalla generosa imbottitura dei sedili, è riuscita ad offrirmi un eccezionale comfort di marcia anche nelle situazioni più stressanti.

 

La tecnologia a bordo

La partnership creata tra Toyota e BMW per lo sviluppo rispettivamente di Supra e Z4 è stata proficua non solo a livello meccanico ma soprattutto a livello tecnologico. Ecco che sulla nuova giapponese troviamo in blocco tutti i dispositivi che normalmente sono equipaggiati sulle berline della casa di Monaco.

Dal software di gestione dell’infotainment e navigazione (e relativa manopola di controllo) al pacchetto completo di ADAS, dal sistema elettronico di stabilità (configurabile su tre livelli d’intervento) ai proiettori anteriori con tecnologia LED adattiva. Apple CarPlay presente sulla vettura.

Questo solo per citarne alcuni, già presenti di serie sulla nuova Supra.

 

La guida su strada

Dopo aver letto i dati tecnici della nuova Toyota Supra, è facile ma non scontato riuscire a intuirne il comportamento su strada. Il propulsore, come nella versione A80, sfrutta la tecnologia della turbo compressione per aumentare la coppia (che raggiunge il valore di 500 Nm) e rendere immediata, fin dai bassi regimi, la risposta a ogni pressione del gas.

Il baricentro basso e l’assetto tendenzialmente sportivo (unitamente agli pneumatici ad alte prestazioni), garantiscono un’ottima tenuta ed elevata stabilità anche nelle curve più veloci. Agilità sul misto assicurata da un’anteriore facile da inserire e da uno sterzo che mi è piaciuto in particolar modo per il suo carico e la sua comunicatività.

La doppia anima della Supra consente di viaggiare nel comfort assoluto (garantito anche dal cambio automatico a otto rapporti) per diverse ore di guida, o volare tra un tornante e l’altro sulla vostra strada di montagna preferita con il retrotreno a cui piace tanto allargare la traiettoria.

 

Le prestazioni e i consumi

La casa dichiara una velocità massima di circa 250 km\h e uno scatto da 0 a 100 km\h coperto in 4,3 secondi.

I consumi da me rilevati dopo una settimana d’utilizzo su percorsi misti di qualsiasi tipo (a velocità da codice stradale) si sono attestati su un valore di circa 12,5 km\l.

Non male per un sei cilindri bi-turbo benzina con tutta questa cavalleria.

 

Il mio verdetto

È la nuova Supra la rinascita di una leggenda? Sì, ma con una nuova interpretazione del modello stesso.

I tecnici giapponesi si sono riservati il diritto di commercializzare una vettura che possa offrire uno standard costruttivo e dinamico maggiore rispetto a quello che fu ai tempi quello della Supra A80. Entrambe comode e veloci GT, entrambe tipicamente nipponiche, entrambe estremamente predisposte ad essere personalizzate ed elaborate a livello meccanico ed estetico.

Perché ciò che non vi basta, su una Supra si può (e si deve) sempre andare a ricreare. Solo per quelli che vivono la vita un quarto di miglio alla volta.

Per tutti gli altri è già un oggetto incredibilmente efficace e divertente così com’è.

NB. Per maggiori dettagli consiglio la visione del video che trovate in alto. Clicca QUI per vedere altre video prove su strada.

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Keep on driving my friends!